Ushuaia!
Obiettivo:
San Sebastian - Lago Escondido - Lago Fagnano - Ushuaia
Totale 267 Km.
Partenza all'alba e alle 9:30 arrivo a Ushuaia. Sistemazione in Hotel Valle Frío Ushuaia x 2 notti (www.booking.com). Il proprietario ci riserva una piacevole accoglienza mentre aspettiamo che la stanza sia pronta. Grazie alla connessione internet un pochino più efficace, riusciamo a chiamare casa mentre ci scaldiamo con una tazza di the e ci rilassiamo un momento. La consapevolezza di essere arrivati in fondo ci dà un senso di compimento del viaggio, come dire "Ce l'abbiamo fatta!" e inevitabilmente fa nascere già un po' di malinconia...per fortuna ci aspettano ancora tante avventure prima di tornare!!!
Ci sistemiamo e andiamo a pranzo in centro dopo aver organizzato la navigazione sul Canale del Beagle per il pomeriggio. Navighiamo verso est, osserviamo leoni marini, cormorani reali e imperiali e molti altri uccelli e sbarchiamo sull'isola Bridges. Dopo un breve trekking per osservare la flora locale mentre la guida parla della storia degli aborigeni Yàmanas, torniamo a Ushuaia passando per il Faro Les Eclaireus (1919), simbolo della città.
Due passi nel centro di Ushuaia per comprare souvenir, cena e nanna. Per la prima volta dalla partenza dormiremo due notti consecutive nello stesso posto...fantastico!


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Usuhaia:
(30000
abitanti), il cui nome è di origine yahgan e significa "baia che
penetra a ovest", oltre ad essere la capitale della Terra del Fuoco,
dell'Antardide Argentino e delle Isole dell'Atlantico Sud, è anche la
città più australe del mondo: 54° e 46' di latitudine sud. È situata ai
piedi dei monti Martiales, sopra la costa settentrionale dell'omonima
baia sul canale di Beagle; a sud il paesaggio è chiuso dalle agresti
montagne delle isole cilene di Navarino e Hoste. Le principali fonti di
reddito degli abitanti sono l'impiego nella pubblica amministrazione, il
lavoro presso le numerose industrie elettroniche di assemblaggio e
recentemente le attività legate al settore del turismo.La crescita
vertiginosa che ha investito la città negli ultimi anni ha dato origine a
uno sviluppo urbanistico disordinato e alla nascita di nuovi quartieri
decisamente poco aggraziati che in verità non stonano con lo stile di
città di frontiera che permea Ushuaia; un'impressione che trova conferma
passeggiando per l'Avenida San Martin, la via principale parallela al
canale di Beagle, dove le vetrine dei negozi espongono articoli di
importazione duty free, ma soprattutto tabacchi e liquori. La zona dove
oggi sorge Ushuaia era il centro della regione occupata dagli Yahgan e
si possono ancora distinguere tracce della loro passata presenza: i
pozzi circolari visibili giungendo a Ushuaia in aereo o i monticoli
formati dalle conchiglie vuote dei molluschi, che gli indigeni
mangiavano in grandi quantità, diffusi un po' ovunque nei dintorni. La
fondazione ufficiale di Ushuaia risale alla spedizione del comandante A.
Lasserre che vi stabilì la prefettura nel 1884. Il vescovo Stirling,
primo uomo bianco che visse nella Terra del Fuoco, nel 1869 rimase
accampato per sei mesi sulla costa meridionale di Ushuaia. Nel 1870
Thomas Bridges creò, sempre nello stesso luogo, una missione anglicana e
con la moglie Mary e la figlioletta di un anno fu il primo bianco
residente, seguito da John e Clara Lawrence nel 1873. Thomas Bridges fu
il vero "padre" della Terra del Fuoco: apprese l'idioma yahgan, di cui
compilò un preziosissimo dizionario, tradusse parti della Bibbia nella
lingua locale, esplorò i canali a bordo della lancia "Leeloom" e cercò
di rendere più sicura la vita dei bianchi coltivando rapporti di
amicizia con gli indigeni, di cui comunque fu sempre strenuo difensore.
La missione Anglicana fu attiva sino al 1907 e numerose famiglie
continuarono ad abitarla fino al 1948, quando l'armata argentina ne
prese possesso; attualmente tutta l'area è interdetta al pubblico. Sul
luogo dove sorgeva Casa Stirling, abitazione dei primi missionari, è
stato eretto un monumento commemorativo.Elemento determinante nello
sviluppo della città fu la creazione del carcere, poiché la vita e il
lavoro degli abitanti erano strettamente intrecciati con la presenza e i
compiti dei prigionieri che, d'altra parte, contribuivano fattivamente
con le loro fatiche alla costruzione della città. Essi erano addetti
alla raccolta della legna anche per la comunità e alla costruzione di
edifici, come il carcere, eretto nel 1902, e la casa che attualmente
ospita il Museo territoriale: quotidianamente venivano trasportati ai
posti di lavoro con un trenino che attraversava la città lungo il
percorso dell'odierna Avenida Maipù. All'interno della prigione,
inoltre, si dedicavano alla fabbricazione di mobili e oggetti di
arredamento e alla confezione di vestiti. Nel Museo del Fin del Mundo
sono esposti vari documenti e testimonianze sulla vita della colonia
penale e sull'attività dei carcerati. La prigione venne definitivamente
chiusa nel 1974, ma uno dei padiglioni è ancora conservato allo stato
originale e si può visitare all'interno della base navale Almirante
Berisso.
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