Giorno 06 - Mercoledì 06.11.2013

Cueva de las manos!

Obiettivo:
Estancia cueva de las manos -  Bajo Caracoles - Parco nazionale Perito Moreno

Totale: 330 Km.


Direzione Bajo Caracoles per risolvere il problema carburante. Il benzinaio ci assicura (a modo suo) che l'auto funzionerà anche col diesel meno puro. Non abbiamo scelta. Incrociamo le dita!
Procediamo verso il parco nazionale Perito Moreno (si dice che qui passino 12000 persone all'anno!) e, dopo esserci registrati dal guardaparco, partiamo a piedi verso la cima del Cerro Leon...la vista sulla penisola Belgrano e sul suo lago dalle acque turchesi è impagabile ma il vento soffia fortissimo.
Scendiamo e riprendiamo l'auto per portarci proprio all'istmo per accedere alla penisola e proseguiamo di nuovo a piedi.
Ci dirigiamo verso il posto dove ci accamperemo per la notte passando per la laguna del Miè (avifauna).
Raggiungiamo il lago Burmeister attraverso paludi e guadando torrenti; nemmeno l'ombra di un essere umano.
Sistemiamo l'auto in un posticino un po' protetto dal vento (che comunque ci culla) e ci addormentiamo non prima di aver scrutato fuori dal finestrino, sperando di veder passare un puma ;-)



 





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Cuevas de las manos
La caverna principale è profonda 24 metri, con un ingresso largo 15 metri ed un'altezza iniziale di 10 metri. All'interno della caverna il terreno è inclinato in salita, mentre l'altezza si riduce a non più di 2 metri. Le immagini delle mani sono spesso in negativo e, oltre a queste, ci sono scene di caccia, esseri umani, lama, nandù, felini ed altri animali, nonché figure geometriche e rappresentazioni del sole. Dipinti simili, anche se in numero minore, sono presenti anche nelle caverne circostanti. Sul soffitto si trovano puntini rossi, ottenuti probabilmente da quelle popolazioni immergendo nell'inchiostro le bolas e tirandole successivamente verso l'alto. I colori usati per dipingere le scene variano dal rosso (ottenuto dall'ematite) al bianco, nero e giallo. La maggior parte delle mani sono sinistre, il che suggerisce che i "pittori" tenessero gli strumenti che spruzzavano l'inchiostro con la destra. Le dimensioni delle mani sembrano quelle di un bambino di 13 anni ma, considerando che probabilmente esse sono più piccole di quanto non fossero in realtà, si pensa che le mani appartenessero a persone di qualche anno più vecchie: in questo caso potremmo trovarci di fronte ad un rito, lasciare l'impronta della propria mano sul muro della caverna (probabilmente sacra) poteva significare il passaggio dall'età infantile all'età matura.

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